martes, 11 de octubre de 2005
En el año 2001 estuve en Roma, en la exposición Futurismo 1909-1944, una de las mejores muestras que he visitado. Siempre me ha interesado el futurismo, por su originalidad dentro de las vanguardias históricas, por su modernidad a pesar de partir de un ideario próximo al fascismo y por su estética, así que cuando se me presento la oportunidad, no tarde ni un minuto en ponerme a la cola para conseguir mi entrada y visitar la exposición. El catálogo, aún hoy, casi cuatro años despues, sigue siendo el texto fundamental sobre este movimiento artístico puramente italiano que solo consiguió un pálido eco, curiosamente, en Portugal.



El futurismo, como movimiento, hizo su presentación en sociedad con un manifiesto publicado en el diario francés Le Figaró en cuyos primeros párrafos se decía lo siguiente:

"Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia





La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciate a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.





Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere conseguita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a protrarsi davanti all'uomo.

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli !... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare misteriose porte dell' impossibile? Il tempo e lo spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.





Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.



Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violenti lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorni fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dell'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.E' dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquarii"


Al margen de su actitud provocadora, heredera en cierto sentido del dadaismo, el futurismo consiguió algunos de los logros estéticos más interesantes de las vanguardias. A pesar de que hoy es un movimiento un tanto ensombrecido por las actitudes políticas e ideológicas de algunos de sus fundadores, sigue siendo la aportación a la historia del arte más importante que ha hecho Italia desde el S.XVII. Artistas como Boccioni, Carrá, Russolo, Sant'Elia o Severini forman parte de la historia de las vanguardias y de la historia del arte contemporáneo.


Publicado por gourmetdeprovincias @ 18:23  | VARIOS
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